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Il monitoraggio dei campi elettromagnetici

L’emissione di campi elettromagnetici è implicita nel progresso e nello sviluppo industriale definito dall’utilizzo di macchine, impianti e sistemi tecnologicamente avanzati. I campi elettromagnetici rappresentano un esempio di radiazioni non ionizzanti, fenomeni fisici sempre presenti in natura analogamente a quanto prodotto ed emesso dal sole, dall’atmosfera e dalla terra stessa.Le attività umane che prevedono l’utilizzo dell’energia elettrica hanno causato una introduzione nell’ambiente apparati ed impianti che, quando in esercizio, sono sorgenti di campo elettromagnetico, il cui valore deve essere valutato affinché vengano rispettati i limiti di legge, al fine di ridurre gli effetti che generano elettrosmog.

Le principali sorgenti di campo elettromagnetico in ambiente esterno ad alta frequenza sono rappresentate da quelle presenti per la telefonia cellulare, seguite dagli impianti radiotelevisivi; le sorgenti di campo a bassa frequenza sono, invece, il complesso delle linee e delle cabine elettriche, i videoterminali e gli elettrodomestici, ovvero tutti gli apparecchi alimentati dalla corrente elettrica a frequenza industriale (50 Hz).

Tutte le sorgenti concorrono a determinare il clima elettromagnetico di un certo ambiente.
Gli effetti diretti prodotti dai campi elettromagnetici si manifestano al di sopra di specifiche soglie di induzione: l’attuale quadro delle conoscenze consente di disporre di una base logico-scientifica di conoscenza per la definizione di valori limite di esposizione che prevengano l’insorgenza di effetti indesiderati in soggetti che non abbiano controindicazioni specifiche all’esposizione.

Negli ambienti di lavoro si applica la direttiva 2013/35/UE, che è stata recepita nel 2016, andando a modificare ed aggiornare il Titolo VIII Capo IV del Decreto 81/2008.
Negli ambienti di vita valgono le condizioni poste dai due DPCM 08/07/2003, uno che si occupa di basse frequenze (ELF) come gli elettrodotti, mentre l’altro si rivolge al settore dell’alta frequenza rappresentata da tutto il mondo delle radiocomunicazioni.

Vi sono anche alcune applicazioni tecnologiche in ambiti di produzione industriale e ricerca, dove specifiche normative richiedono una “pulizia” dell’ambiente operativo, ovvero che si abbia una pressoché totale assenza di campi elettromagnetici che potrebbero influenzare i comportamenti delle apparecchiature impiegate.

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Alcune definizioni

// Il nostro servizio

Cosa possiamo fare
come MisuraLab

Che il campo elettromagnetico da studiare coinvolga un’abitazione, sia in ambiente di lavoro oppure in ambiente di produzione di materiali sensibili ai campi elettromagnetici, MISURA LAB è in grado di assistere il cliente in tutti gli aspetti connessi. Siamo a disposizione per le misure di CEM da elettrodotto, da stazione radio, come da una cabina di trasformazione. Possiamo anche verificare il grado di attenuazione del campo elettromagnetico definito da una schermatura installata nell’edificio.

In breve siamo in grado di valutare l’elettrosmog presente in ambiente, definendo il campo elettrico e quello magnetico, con misure spot (veloci), sulle 24 ore, oppure tramite monitoraggi di lungo periodo con report periodici (settimanali o mensili).

Siamo operativi sempre in Emilia Romagna, Friuli, Veneto, Trentino, Lombardia, Piemonte.

In ogni caso possiamo intervenire in tutta Italia tramite accordo con il cliente.

La nostra strumentazione è in grado di misurare campi elettromagnetici statici, in bassa frequenza ed in alta frequenza. Possiamo valutare il CEM a larga banda ma anche in maniera selettiva, per attribuire gli effetti alle sorgenti circostanti.

Ci occupiamo dei rilevi, del report tecnico di misura, possiamo individuare la sorgente di inquinamento elettromagnetico che genera il campo a bassa/alta frequenza. Il tutto registrato nella documentazione che andremo a produrre e consegnare al cliente.

// applicazioni pratiche

Alcuni esempi di interventi possibili
in ambito industriale e medico

Alcuni esempi di interventi possibili in ambiente esterno

Disturbi a radiofrequenza

In caso di fenomeni radio che determinano interferenze siamo in grado di valutare anche i disturbi a radiofrequenza, indagando in banda stretta (selettiva) i contenuti dei campi elettromagnetici misurati a larga banda.
Il nostro servizio di Misura Mobile (radio survey) è in grado di ricercare interferenze a radiofrequenza, all’interno dell’edificio oppure all’aperto, di determinarne l’entità e la provenienza, operando su frequenze da 20 MHz a 3÷6 GHz, tramite l’impiego di strumentazione certificata e metodologie avanzate.
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// our work

Strumentazione

Misuratore di campi elettromagnetici in larga banda, da 0 Hz (campo statico) a 6,5 GHz.

Analizzatore di spettro portatile per misure di segnale in banda stretta (selettiva) fino a 6 GHz.

Antenna direttiva per indagare i radiodisturbi da 30 MHz a 6 GHz.

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